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La politica norvegese

Parlamento norvegese
Stortinget, Oslo        © Audun Urke
La Norvegia è una monarchia costituzionale dal 1905, l`anno in cui il popolo in un referendum scelse la monarchia, sciolta l`unione con la Svezia. Il re di oggi, kong Harald V, ha un ruolo politico piuttosto rappresentativo e simbolico, e molto raramente esprime opinioni politiche o controversi.

L`assemblea nazionale, Stortinget, ha un totale di 169 rappresentanti, eletti con un sistema proporzionale. Il parlamento è diviso in due rami, ma visto che la divisione in pratica non aveva un significato, i rappresentanti hanno deciso di unificarli.

Il governo norvegese ha tradizionalmente mancato una maggioranza in Stortinget, il che ha creato una cultura di compromessi e negoziati fatti nelle commissioni parlamentari o tramite i partiti politicamente vicini. Un governo può chiedere lo sostegno del parlamento minacciando di dimettersi su temi importanti, ma per far cadere un esecutivo bisogna formalizzare il mancato sostegno con una votazione.

Dalla seconda guerra mondiale in poi il partito più grande, per il numero di voti, è stato il partito Laburista (social democratico). Per periodi lunghi, questo partito ha formato governi da solo, sostituito occazionalmente dal partito liberal-conservativo, Høyre, che è riuscito a fare coalizioni con partiti del centro.

Il governo di oggi è basato su una coalizione tra Laburisti (Ap), Socialisti (Sv) e Senterpartiet, un partito moderato di centro. Insieme sono riuscito ad avere la maggioranza parlamentare dalle elezioni di settembre 2005, e il governo è stato riconfermato nel 2009. Il primo ministro è Jens Stoltenberg, Laburisti. Le prossime elezioni parlamentari si tengono ad settembre 2013.